Grande partecipazione all’Università di Cagliari per la seconda edizione dell’iniziativa promossa da AIAC. Centrale il contributo del Cagliari Calcio, con gli interventi di Giovanna Ghiani, Mauro Baldus e la partecipazione speciale di Mister Fabio Pisacane.
Come saranno i campioni del futuro? Quale influenza avranno la genetica, la nutrizione, la preparazione fisica personalizzata, la biomeccanica, l’analisi dei dati e la gestione dell’aspetto psicologico ed emotivo?
Sono queste alcune delle domande al centro della seconda edizione del convegno “All Around Soccer: il calciatore del futuro. Evoluzione del modello prestativo e implicazioni per i giovani di oggi”, promosso dall’AIAC – Associazione Italiana Allenatori Calcio e organizzato dal Corso di Laurea in Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Cagliari.
Nell’Aula Magna Boscolo della Cittadella Universitaria di Monserrato, gremita di studentesse, studenti, soci e tecnici FIGC, i contributi scientifici dei docenti dell’Ateneo hanno incontrato l’esperienza concreta di professionisti del settore calcistico: allenatori, preparatori atletici, medici, nutrizionisti ed esperti di sport science.
Ne è emerso un approfondimento multidisciplinare sul calcio di oggi e di domani, con particolare attenzione all’evoluzione del modello prestativo del calciatore moderno e alle sue implicazioni nella formazione dei giovani atleti.
A dare ulteriore valore alla giornata è stata la significativa partecipazione del Cagliari Calcio, che ha confermato con convinzione la propria vicinanza a un progetto formativo capace di mettere in relazione il club, l’università, il territorio e le nuove generazioni di professionisti dello sport.
Il Club rossoblù ha contribuito ai lavori con la nutrizionista Giovanna Ghiani, docente dell’Università di Cagliari, che ha approfondito il ruolo dell’educazione alimentare e della nutrizione nella costruzione del calciatore, evidenziando come una corretta alimentazione sia alla base del bilancio energetico, del recupero e dell’efficacia stessa dell’integrazione. Il preparatore atletico della prima squadra Mauro Baldus ha invece presentato un’analisi sull’utilizzo dei dati nel riconoscimento del talento e nel passaggio dal settore giovanile alla prima squadra.
La chiusura dell’evento è stata affidata all’ospite speciale della giornata, Mister Fabio Pisacane, allenatore rossoblù, che ha portato il proprio punto di vista sulla gestione dei giovani calciatori e sulle dinamiche del gruppo squadra. Il suo intervento ha rappresentato uno dei momenti più attesi e significativi del convegno, offrendo agli studenti e ai tecnici presenti una testimonianza diretta sul ruolo dell’allenatore nella crescita dell’atleta, non soltanto sotto il profilo tecnico e prestativo, ma anche umano, relazionale e mentale.
Ad aprire i lavori erano stati i saluti istituzionali del prorettore alle attività sanitarie Piergiorgio Calò, della prorettrice per il presidio di Monserrato Paola Fadda, e dei docenti Filippo Tocco, Carla Calò e Giuseppe Allegra. Gli interventi introduttivi hanno posto l’accento sull’importanza del dialogo tra tecnici e scienziati e sull’esigenza di un approccio integrato, capace di tradurre la ricerca in strumenti concreti per migliorare la performance, prevenire gli infortuni e contribuire al benessere complessivo di chi pratica sport.
La prima sessione, condotta dai docenti dell’Ateneo, ha affrontato alcune delle tematiche più rilevanti nella costruzione del talento. Myosotis Massidda ha evidenziato il ruolo della genetica nella performance atletica, sottolineando però come il potenziale innato non possa esprimersi pienamente senza allenamento, nutrizione, recupero, metodologie adeguate e condizioni ambientali favorevoli.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla dimensione psicologica. Riccardo Pazzona ha analizzato tre aspetti centrali — integrazione, adattabilità e decision making — ricordando come, prima del calciatore o della calciatrice, vi sia sempre la persona, con la propria complessità, unicità e dimensione emotiva.
Un ulteriore elemento di costruzione e monitoraggio del talento, la biomeccanica, è stato illustrato da Federico Arippa, che ne ha approfondito il ruolo nell’analisi dei progressi, nell’identificazione delle potenzialità atletiche e nei percorsi riabilitativi.
La seconda parte dei lavori, moderata da Giuseppe Allegra e Lorenzo Cagli, coordinatore regionale del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, si è concentrata in modo più specifico sulla formazione del giovane calciatore, integrando scienze motorie, preparazione atletica, scouting, analisi dei dati e sviluppo cognitivo.
Marco Montini, preparatore atletico di Club Italia, ha tracciato un profilo del giovane calciatore contemporaneo, mentre Filippo Motzo, dell’area scouting di Club Italia, ha illustrato il metodo TIPSS per il riconoscimento del talento. L’allenatore UEFA Michele Filippi ha approfondito l’evoluzione tattica del calcio e le sue implicazioni nei percorsi formativi, sottolineando la necessità di adattare l’allenamento alle nuove richieste del gioco.
La giornata di Cagliari ha confermato il ruolo ormai centrale di AIAC All Around Soccer come ponte tra il campo e le aule universitarie, tra la pratica quotidiana del calcio e la ricerca scientifica, tra gli studenti di oggi e i futuri professionisti del mondo dello sport.
Un progetto che AIAC intende continuare a sviluppare come spazio di confronto, formazione e crescita condivisa: un luogo in cui il sapere tecnico degli allenatori dialoga con l’università, con i club e con le competenze scientifiche, per accompagnare l’evoluzione del calcio e contribuire alla costruzione consapevole dei calciatori e delle calciatrici del futuro.


